Il Truffatore

A soli 26 anni aveva al suo servizio una vera e propria squadra di esperti informatici, maghi del phishing, con cui truffava mezzo mondo, e aveva stabilito la sua base operativa a Pisa, dove agivano i suoi uomini, sei rumeni capitanati da una quarantenne italiana. Una donna siciliana che viveva a Pisa e di cui era diventato amante. Dopo anni di indagini in mezza Europa, finalmente è finito in mano all’Interpol che lo ha arrestato e lo spedito in Italia. Preso un latitante ricercato da più di un anno, catturato in Romania, a Caracav.

Si tratta di Ionut Milescu, conosciuto d tutti come Molan o Molano, da pochi giorni recluso nel carcere di Rebibbia, in attesa di approdare a Pisa. Dalla città della torre è partita, infatti, l’inchiesta che ha sgominato la sua banda, condotta dalla polizia postale pisana insieme a quella compartimentale di Firenze e coordinata dal pm Giampaolo Boninsegna, oggi in forza in Calabria.

A firmare il mandato di cattura per Molan ed i suoi complici, tutti accusati di associazione a delinquere e truffa telematica aggravata e continuata in concorso, è stato il gip Alberto De Palma.

Perché le truffe avvenivano in diversi paesi, ma passavano tutte da Pisa, dove figuravano le vendite e le riscossioni dei guadagni illeciti, rendendo quasi impossibili le indagini che dovevano spaziare su diverse nazioni e che hanno per questo richiesto mesi di tempo e il coordinamento delle forze di polizia di mezza Europa. Una catena indaginosa, specializzata soprattutto nella clonazione di siti web di banche e poste, impeccabilmente contraffatti, per accedere ai conti dei clienti.

Al lavoro, sempre dalla Romania, dei robot cattura-indirizzi che consentivano di entrare nelle mail dei correntisti, segnalando movimenti irregolari e la chiusura dei conti, chiedendo poi per la riattivazione password e credenziali che servivano solo a prosciugarli.

Il gruppo era specializzato inoltre anche nella falsa vendita di auto che passava appunto dalla clonazione di siti e vendite realmente esistenti. Nel mirino un notissimo e frequentatissimo sito internazionale, l’Auto scout 24. Ai clienti – tedeschi, spagnoli, inglesi e francesi – venivano offerte, da un sito pisano, vetture realmente messe in vendita, ma da altri, chissà dove; veniva loro mostrata la macchina, poi veniva contrattata la cifra, altamente competitiva, e, avvenuto l’incasso, che transitava sempre da Pisa, sito e venditori sparivano nel nulla, erano irraggiungibili.

Al cliente veniva permesso di seguire il viaggio della vettura col sistema cosiddetto del tracking. Veniva chiesto un acconto e poi, una volta accertato l’ingresso della macchina nel paese di destinazione, veniva chiesto il saldo del dovuto.

Ovviamente, come erano virtuali macchine e siti, era virtuale anche il viaggio della vettura, che non era mai avvenuto. Dalla Romania Molan tirava i fili dei sette burattini operanti nelle città della torre, sei rumeni giovanissimi, come lui, e la quarantenne siciliana con cui avrebbe intrecciato una relazione.

E siccome le tracce portavano a Pisa, alla polposta fioccavano le denunce contro il fantomatico sodalizio pisano. Seguendo le tracce del danaro, gli uomini della polizia postale pisana erano arrivati al gruppetto di rumeni, e, attraverso le intercettazioni telefoniche, avevano scoperto anche altri loschi traffici.

Dodici le persone coinvolte, quattro delle quali sono state solo denunciate. Per otto invece è scattato l’ordine di cattura. I primi arresti erano avvenuti a dicembre scorso, quando cinque pedine del gruppo, fra cui la donna, erano finite in carcere.

Quattro di loro, processate con riti vari, sono state condannate e stanno scontando le loro pene in carcere; la quinta pedina, scaduti i termini di carcerazione preventiva, ha ottenuto la libertà con gli obblighi di firma ed ovviamente è fuggita svanendo nel nulla.

Tutt’ora è latitante. Insieme a questa persona, alla fine dell’estate altri tre complici restavano latitanti. Due sono stati arrestati a settembre in Romania, mentre la primula rossa del gruppo restava l’imprendibile capo. Milescu è finito nella rete dell’Interpol proprio in questi giorni, catturato nella sua città.

fonte;Ttirreno geolocal

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