Siamo Tutti Debitori di 20.000€

Incredibile, in Italia siamo tutti debitori di circa 20.000€. Ma com’è possibile ?

Questo è l’indebitamento medio nazionale, ed è cresciuto del 28,7% dal 2008.

E di chi è la colpa? Nostra? Del Governo? Di Berlusconi?

Il motivo di questo indebitamente è semplice. Le famiglie sono al limite, i mutui la fanno da padrona.

Prima una persona guadagnava 2.000.000 delle vecchie care lire e adesso prende si e no 1000€. Uguale ? No di certo, perché i prezzi sono raddoppiati.

Per esempio:

Prima un caffè costava 900 lire, quindi adesso dovrebbe costare 45centesimi. Invece no, costa 1 euro. Ovvero il doppio.
Ed è così per tutto.

E dato che siamo su internet ci chiediamo tutti come poter fare qualche spicciolo con questo grande strumento. A parte bob spammit che gli da i soldi la nonna, ( lunga vita alla nonna ) noi comuni mortali dobbiamo sopravvivere. E allora cosa fare ?

Ci sono le affiliazioni, c’è adsense di google, c’è la vendita di prodotti su ebay etc.

Anche noi di fuorigioco stiamo pensando di entrare nel mondo del gudagno on-line, ma siamo indecisi su cosa proporre di ottimo al nostro lettore.

Ci date dei consigli? Diteci secondo la vostra esperienza su cosa si può “puntare”A parte questo, vogliamo farvi leggere un articolo apparso oggi su repubblica, che vi darà sicuramente un buon resoconto su come siamo (quasi) tutti messi.

dal settembre 2008, ovvero dall’inizio della crisi finanziaria internazionale, al settembre di quest’anno, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie è cresciuto del 28,7%. E, allo stesso mese di settembre 2010, le famiglie italiane hanno accumulato un indebitamento medio che sfiora ormai i 20mila euro, per la precisione 19.491 euro, maturato a seguito dell’accensione di mutui per la casa, dai prestiti per l’acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.

Sono i dati più significativi di una indagine condotta dalla CGIA di Mestre, da cui risulta anche che le famiglie più esposte con il credito sono quelle della Provincia di Roma (28.790 euro), seguite dalle famiglie di Milano (28.243 euro), Lodi (27.516 euro). Al quarto posto Prato (26.294 euro), di seguito Como (25.217 euro) e Varese (25.069 euro). In fondo alla classifica, le famiglie meno indebitate si trovano distribuite tra Sardegna e Sicilia. Quart’ultime, quelle del Medio Campidano, con un indebitamento medio pari a 8.845 euro, al terzultimo posto quelle di Enna, con 8.833 euro, al penultimo Carbonia-Iglesias, con 8.687 e, ultime, le famiglie dell’Ogliastra, con 7.035 euro di indebitamento medio.

Il record della crescita del debito nel periodo settembre 2008-settembre 2010 lo fanno registrare le famiglie della provincia di Grosseto: +48,8% in due anni. A seguire Livorno (+47,5%), Asti (+42,3 %), Foggia (+41,7%) e Arezzo (+41%). Tutto concentrato a Sud è il capitolo riguardante la “sofferenza” nella restituzione del credito ottenuto. Al 30 settembre 2010, la maggiore incidenza percentuale delle sofferenze spetta alla provincia di Crotone, con il 5,9%, ovvero, a fronte di 100 euro erogati alle famiglie crotonesi, quasi 6 euro non sono stati restituiti agli istituti di credito. Al secondo posto Caltanisetta (5,7%), terze Enna e Benevento (entrambe a 5,5%).
Il dato medio nazionale è pari al 3,5%.

Spiega Giuseppe Bortolussi,  segretario della CGIA di Mestre: “Le province più indebitate sono anche quelle che registrano i livelli di reddito più elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione bancaria di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti in questi ultimi anni nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente”.

Per Bortolussi è invece “più allarmante il risultato che emerge dalla lettura dei dati riferiti all’incidenza percentuale delle sofferenze sull’erogato. In questo caso notiamo che nelle prime posizioni troviamo tutte realtà territoriali del Mezzogiorno, a dimostrazione che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie delle aree economicamente più arretrate del Paese”.

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