Video Marco Travaglio Parla di Beppe Grillo: Da Non Perdere

“Non è vero che Beppe Grillo è sempre stato anti-sistema, nessuno se lo ricorda ma all’inizio cercava di costringere il sistema a cambiare. Tutto è cominciato nell’estate del 2007  quando Grillo lancia le primarie programmatiche online, e vengono discusse per otto mesi da 800 mila persone, poi le proposte raccolte, Grillo va a Palazzo Chigi e le consegna a Prodi: energie rinnovabili, wi-fi gratis, rifiuti e cemento zero, ecc. Prodi socchiude gli occhi e si appisola, così racconta Grillo.
Allora l’8 settembre Grillo organizza il V-Day quello di Bologna, sul “Parlamento pulito”, e cerca di cambiare le cose con un altro strumento squisitamente costituzionale: tre leggi di iniziativa popolare: via i condannati dal Parlamento, tetto massimo di due legislature, e soprttutto riforma elettorale per tornare a scegliere i parlamentari. 350 mila firme in mezza giornata.

Una robetta, e infatti quel giorno a Bologna non c’è nemmeno una telecamera e nemmeno un inviato di tutti i tg della Rai, di Mediaset e di La7, c’è solo Sky e Annozero. È una specie di esorcismo: basta non parlarne e il V-Day non esiste.

Quella sera il Tg1 di Gianni Riotta  si apre con un servizio su Prodi a Bari, poi uno su Berlusconi chissà dove, tre servizi sui funerali di Pavarotti. Poi un’inchiestona sull’inedito fenomeno della prostituzione a Milano. Un delitto a Treviso. Un videomessaggio di Napolitano sul futuro dell’Europa. La solita carrellata di politici che parlano a vanvera. Un’imperitura intervista a Rutelli, che poteva essere andata in onda tre anni prima o andare in onda anche tre anni dopo. Poi finalmente, il sempre sorridente Attilio Romita si incupisce improvvisamente in volto: ed è il segnale convenuto, è il momento di parlare del V-Day.
C’è un fermo immagine di Grillo,e una voce fuori campo che dice: “Si è svolto a Bologna e in altre città italiane il Vaffa Day del popolare comico genovese…”. Sullo sfondo, un paio d’immagini rubate da Eco-tv, una piccola televisione che ha trasmesso la diretta, 29 secondi di annuncio in tutto. Poi Romita ritrova finalmente  il sorriso per annunciare notizie più ottimistiche, tipo i nuovi sviluppi del delitto di Garlasco, un servizio sui romeni che rubano nei supermercati di Ivrea,altro fatto del giorno, l’analfabetismo di ritorno, non a caso,  e poi un altro fatto unico proprio nella storia dell’umanità. Testualmente “Sei subacquei sott’acqua a Ponza senza prendere ogni tanto una boccata d’aria”. Ecco. Sei subacquei sott’acqua. Il Tg1 si chiude con un servizio sulll’indimenticabile matrimonio di Marco Baldini, il socio di Fiorello, officiante Veltroni, testimone Fiorello.
L’indomani il Tg2 al V-Day dedica addirittura l’editoriale del direttore Mauro Mazza, intitolato “Grillo e grilletti”. Col volto terreo, come se fossero alle porte le Brigate Rosse, Mazza ammonisce Grillo col gesto della pistola, e dice : “Che cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, ascoltati gli insulti di Grillo, premesse il grilletto?”. 
Qualche ora dopo persino Gianfranco Fini, dice ai giornalisti, che l’allarme di Mazza è un po’ eccessivo, dice: “Adesso chiamo Mazza e glielo dico”. E lo chiama. Il Corriere della Sera, dopo la chiamata di Fini, chiama Mazza, credendo di trovarlo sotto il tavolo che si vergogna per la  lavata di capo del suo capo. Invece  Mazza fa il brillante e dice: “E che problema c’è? Si dice che i direttori dei telegiornali siano affiliati a un padrino politico. questa è la prova che non è così. Io sono indipendente”. Cioè: Fini lo ha chiamato davanti a tutti trattandolo come un suo dipendente. E lui ha detto: avevte visto? Sono indipendente. 
L’indomani, sui giornali, si scatenano i commentatori e gli esperti, quelli che capiscono sempre tutto ma non ne hanno mai azzeccata una:  “antipolitico”, “qualunquista”, “populista”, “giustizialista”, “fascista”, “terrorista” e soprattutto “volgare” perché dice vaffanculo, e non si dice.
Montezemolo col ditino alzato commenta: “A risolvere i problemi dell’Italia con i vaffanculo non ci credo”. 
Scalfari scomunica il V-day dicendo che è un fenomeno “anarcoide e individualista”, “anacronistico”, “antipolitico” , paragona Grillo nell’ordine a Guglielmo Giannini, Cola di Rienzo, Masaniello, Savonarola, e poi dice: “Chi inneggia al ‘Vaffanculo’ partecipa consapevolmente a quelle invasioni barbariche che connotano gran parte della nostra mediocre e inselvaggita attualità… Mi viene la pelle d’oca: dietro al grillismo vedo l’ombra del ‘law & order’ nei suoi aspetti più ripugnanti; ci vedo dietro la dittatura”, con “slogan della peggiore destra, quella populista, demagogica, qualunquista… L’antipolitica è sempre servita a fare piazza pulita per il futuro dittatore”. 
Pansa dice addirittura che Grillo gli ricorda Mussolini.  
Riotta rimedia al buco che ha preso al Tg1 di quella sera con uno Speciale Tg1 dedicato a Grillo, dove annuncia subito minaccioso: “E adesso vediamo chi è davvero Grillo, perchè si deve sapere che non esistono vergini”. E lancia un servizio che è un grande scoop: pare, questa è la scoperta, che Grillo, nell’81, invitato a esibirsi, da comico,  a una festa dell’Unità, abbia preteso addirittura che gli pagassero il cachet. Una cosa gravissima.
Intanto le tre leggi di iniziativa popolari vengono subito imboscate in un cassetto del Senato, dove riposeranno in pace per sempre.
Il 25 aprile 2008, secondo V-Day, stavolta a Torino, dedicato all’informazione. 
Gli attacchi stavolta partono addirittura prima che si tenga il V-day.
Il Riformista,alla memoria ne parliamo,  già sa che quella del V-day sarà una manifestazione terroristica, “con minacce in stile Br ai giornalisti servi”. Il titolo dell’articolo è “Le Grillate rosse”
Il Giornale sguinzaglia un segugio noto per le sue mèches, che fa un’inchiestona in 4 puntate dal titolo: “La vera vita di Grillo”. 
E anche lui scopre delle cose sensazionali: da giovane Grillo andava a letto con delle ragazze, cosa già piuttosto grave, alcuni suoi ex-amici invidiosi parlano male di lui; la sua villa a Genova consuma energia, questo è molto importnate; un incidente stradale gli è costato una condanna per omicidio colposo e stava anche per costargli  la pelle; è genovese, quindi “tirchio”; nel suo orto c’è una melanzana di plastica, per dire il personaggio; e, quando fa spettacoli a pagamento, altro scoop simile a quello del Tg1, pretende proprio che gli paghino il cachet. Insomma, è un delinquente.
In piazza a Torino quella volta ci sono altre 100 mila persone, e poi ci sono circa 2 milioni collegate in alcune decine di piaze in giro per l’Italia e per l’Europa. Tutti brigatisti, che però non sparano, firmano. 500 mila firme su tre referendum: abolizione dell’Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici ai giornali. 
L’indomani, sui giornali, ecco i soliti che hanno capito tutto. L’inviato del Giornale, Damascelli proprio quel giorno in cui  Berlusconi aveva ricevuto il camerata Ciarrapico, paragona Grillo a Mussolini e lo chiama “Benito”. 
Su Repubblica Francesco Merlo, che abita a Parigi ma ha un telescopio potentissimo, vede tutto anche in Italia, spiega agli italiani che “in Italia c’è una sovrapproduzione di informazione”: cioè ce ne vorrebbe un po’ meno di informazione in Italia. Quanto a Grillo, scrive Merlo, è “in crisi” e “non riesce a far ridere”.
A Zapping, la celebre trasmissione di RadioRai,  un ragazzo che ha firmato i referendum del V-Day telefona tutto entusiasta per raccontare. Il conduttore, che è un sincero democratico, lo accoglie con grande affetto, gli dice: “Ah lei è uno di quegli allocchi che stanno a sentire le cretinate di Grillo. Ma lo sa che quello guadagna 4 milioni da quando fa queste contestazioni?”. Peccato che  i 4 milioni pubblicati dai giornali fossero il reddito di due anni prima del V-Day.
Però anche Scalfari, il giorno dopo,  scrive che la piazza di Torino era piena di “seguaci di Grillo paganti”: falso naturalmente, l’accesso alla piazza era assolutamente libero. Per Scalfari “Grillo dissoda il terreno” dove Berlusconi seminerà. 
Romano, sul Corriere, parla di “carnevale plebeo e volgare”, “sentimenti beceri e forcaioli”, poi si lancia in una previsione, anche questa si rivelerà azzeccatissima: “La irresistibile ascesa del comico-politico dura generalmente qualche mese o pochi anni  poi si spegne quando il pubblico si stanca di ascoltare sempre le stesse battute o si accorge che nessuna soluzione politica potrà mai venire dal mondo dell’avanspettacolo. Accadrà anche nel caso di  Grillo”. 
Allora nel 2009 Grillo per farli ridere un altro pò fa eleggere alle Europee due candidati indipendenti dell’ Italia dei Valori : De Magistris e Sonia Alfano. 
Poi fa l’ultimo tentativo per cambiare dall’interno il sistema: si candida alle primarie del Pd dopo Veltroni e Franceschini. Ma lì era già deciso che doveva vincere Bersani.
I disturbatori fuori.
Infatti il Pd risponde che Grillo non può partecipare perchè non è iscritto al Pd. 
Allora Grillo dice:”Perfetto faccio domanda di iscrizione” ma gliela respingono. 
Mentre si scoprono migliaia di tessere fasulle e Parisi addirittura ha denunciato che il congresso era falso, uno che si voleva iscrivere per davvero lo tengono fuori della porta. 
La Commissione di garanzia del Pd emette la sentenza: “Non è possibile la registrazione di Grillo Giuseppe all’anagrafe del Pd perché si riconosce in un movimento politico ostile al Pd”. Ma è strano perchè lo statuto del Pd vieta l’iscrizione solo a chi è iscritto ad altri partiti, mentre Grillo non ha tessere di altri partiti. 
Infatti Grillo replica: “Io ostile? Forse al vertice del partito, non agli elettori. Ma le primarie non dovrebbero servire proprio a eleggere il vertice del partito? E infatti mi candido”.  
E poi lancia un ultimo appello al Pd, dice: “ Se non volete me prendetevi almeno il nostro programma, non potete continuare ad avere lo stesso programma di Berlusconi”. 
Niente, risposta encefalogramma piatto.
Così, nel 2010, esordiscono le liste 5 Stelle alle amministrative in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia e Campania: prendono 400 mila voti. In Piemonte sfiorano il 4%, in Emilia il 7%.
I partiti fanno tanto di occhi, dicono: “Chi l’avrebbe mai detto?”. 
Il Pdl riesce a perdere 1 milione di voti sulle regionali di 5 anni prima. 
Sconfitta clamorosa ma mascherata da quella del Pd, che di voti riesce a perderne addirittura 2 milioni e se la prende con Grillo che ne ha presi solo 400 mila, dicendo che è il suo “fuoco amico” che gli ha fatto perdere le elzioni. 
Soprattutto in Piemonte, dove  il leghista Cota ha battuto di misura Mercedes Bresso. Mercedes Bresso dice: “Grillo non l’avevamo calcolato, però ci ha fatto perdere le elezioni”. 
E lui risponde: “No è la Bresso che ci ha tolto un sacco di voti: se non si candidava lei, vincevamo noi”. 
Il fatto è che il programma della Bresso e quello di Cota si assomigliavano  parecchio, soprattutto su una questione cruciale in Piemonte, il Tav, Torino Lione. Poi i grillini in Piemonte han preso 100 mila voti e la Bresso ne ha persi 200 mila, quindi senza Grillo quella gente non sarebbe andata a votare, naturalmente.
Ma neanche quella lezione aiuta i partiti a svegliarsi.
 Infatti, ancora fino all’altroieri, lo insultavano e basta.
 Napolitano lo chiamava: “Il demagogo di turno”. Crosetto, amico di Tremonti, del Pdl dice: “Grillo mi ricorda i fascisti, anzi i nazisti: ha la violenza verbale di Goebbels. Parliamo di un fasciocomunista”. Bersani: “Basta con questi populismi che fanno finta di partire da sinistra poi come sempre ti spuntano a destra”. Vendola: “Grillo mescola argomenti demagogici, urla, emette grugniti al posto di pensieri”. E tutti insieme: “Grillo parla come i mafiosi”
Risultato: 5 Stelle diventa in alcuni posti il terzo, in alcuni  posti il quarto partito d’Italia. E tutti attoniti per la “sorpresa Grillo”. 
Dopo 5 anni ancora sono sorpresi.
Tranne Napolitano, che del boom di Grillo non s’è neanche accorto: “Io l’unico boom che mi ricordo è quello degli anni 60”. Il suo problema e quello dei politici è proprio che i candidati e gli elettori di Grillo  il boom economico non se lo possono ricordare, perché negli anni 60 non erano proprio nati. E comunque, chi non sente il boom può sempre provare con un cornetto acustico.”

10 maggio 2012 di Servizio Pubblico Sky

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