La BCE non interviene e lo spread Risale

Ci risiamo, Tutti attendevano un segnale forte della bce, magari un piccolo taglio dei tassi, un maxi prestito alla grecia, un finaziamento europeo salva stati, e magari, come hanno fatto i nostri cugini americani, stampare gli euro.

Ma alla fine il nostro “Draghi” Nazionale ci ha totalmente delusi. Pronti a tutto aveva detto, e noi ci abbiamo creduto (e ci crediamo tutt’ora) ma per adesso non si muove foglia.

Questo ha detto oggi Mario Draghi dopo la riunione del CDA.

Eppure sarebbe così semplice salvare tutti per i prosimi 20 anni. Stampare Euro.

Facciamo un esempio: Se domani Mattina tutti gli imprenditori italiani ( compreso i nostri migliori 10) decidessero di prelevare dalle banche italiane tutti i loro averi in Euro, ci sarebbe una esplosione peggiore della bomba di iroscima.

Le banche fallirebbero e sapete perchè ? Perchè non ci sono i soldi, non c’è moneta, in pratica ci sono solo fogli (pagine a4) che attestano che nel tuo conto hai 1000 euro, ma i fogli in moneta non ci sono.

Che fare ? Semplice, stampare come hanno fatto in america e lo stanno facendo ogni un ventennio. Riempire le banche di soldi. ecco cosa andrebbe fatto, insieme ad un vero scudo anti spread.

Saverio

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Nessun Intervento Immediato

E’ finito così, come si aspettavano i pessimisti tra gli operatori finanziari internazionali, il lungo duello andato in scena all’Eurotower tra Draghi e il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Il presidente Draghi infatti, nella sua conferenza stampa, ha sì preannunciato che la Bce prende in considerazione la ripresa di operazioni di acquisti di titoli sovrani dei paesi dell’Eurozona in difficoltà, per aiutarli a ridurre lo spread tra i loro interessi sul debito e i bassissimi interessi sui Bund, i titoli sovrani tedeschi. Ma questo, ha un po’ spiegato e un po’ fatto capire, è solo un generico piano d’intenti, non una decisione operativa. Le scelte concrete verranno nelle prossime settimane, probabilmente  – stimano gli osservatori a Francoforte  – almeno cinque settimane. Un lungo lasso di tempo rispetto alla velocità di reazioni dei mercati.

Siamo pronti a intervenire, ma vedremo in seguito, ha detto Draghi. Aggiungendo, in un tentativo di rassicurare che è apparso troppo debole viste poi le immediate reazioni negative dei mercati, che “gli speculatori si sbagliano, perdono tempo e soldi scommettendo contro l’euro: l’euro è irreversibile, un ritorno alle valute nazionali è impensabile, l’euro continuerà a esistere”.

Troppo poco, rispetto alle aspettative illustrate stamane presto dall’apertura della Sueddeutsche Zeitung, la quale prometteva un piano immediato e concertato tra Bce e futuro fondo salvastati Esm per acquisti massicci di titoli sovrani di paesi deboli da parte di entrambi.

La Bce è indipendente, ma non può sostituirsi ai politici, tocca a loro risolvere il problema del debito, ha detto Draghi. Aggiungendo che i rischi per le prospettive dell’economia reale nell’eurozona restano alti. Poi però ha aggiunto, in un altro apparente cedimento alla linea del rigore duro tedesco, che “le mie parole a Londra (quelle appunto con la promessa di decisi interventi ndr) sono state fraintese dai mercati”. E ha anche annunciato che i tassi centrali della Bce restano invariati al minimo storico dello 0,75, perché “abbiamo convenuto che non è il momento di abbassarli”.

Se davvero Draghi voleva avviare interventi decisi con acquisti di titoli sovrani e altre misure, se davvero non è stato frainteso con quella promessa che aveva annunciato a Londra la settimana scorsa (e che era stata lodata e incoraggiata dalla cancelliera Angela Merkel, dal premier italiano Mario Monti, dal presidente francese François Hollande oltre che dalle aspettative e sperante dei mercati) quel che è successo oggi vuol dire che alla riunione del board Bce  – la quale avrebbe dovuto terminare verso le 12 e 30 e invece si è prolungata, segno di duro confronto e disaccordi

La sua linea non ha trovato una maggioranza sufficiente. Il vincitore della giornata non è Draghi, né Monti né Hollande, ma neanche la Germania tutta. Il vincitore si chiama Jens Weidmann, è il giovane falco capo della Bundesbank. Il quale ieri aveva duramente ammonito la Bce del cui vertice ovviamente fa parte (ripubblicando non a caso sul sito della Buba una vecchia intervista) a non andare oltre il suo mandato di difesa della stabilità monetaria e quindi a non acquistare titoli sovrani. Aveva poi aggiunto con tono ai confini dell’arroganza: “Noi della Bundesbank non siamo una banca centrale qualunque, siamo la prima banca centrale dell’eurozona e contiamo più di altri”. Adesso vedremo quanti ne pagheranno le conseguenze. I mercati non promettono nulla di buono, la tempesta perfetta continua. fonterepubblica

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