La Paura Di Google

Eccola, sta per arrivare !!

Parliamo dell regolamentazione di internet prevista da una agenzia Onu, l’International Telecommunication Union (Itu), che potrebbe ottenere la ratifica degli Stati membri tra il 3 e il 14 dicembre a Dubai.

Di cosa si tratta ?

Si tratta che Google e i suoi servizi potrebbero essere censurati dal paese in cui la pagina sia visualizzata.

Se per esempio una persona si è fatta un piccolo blog o sito con i servizi gratuiti di google, un utente che si sentisse in qualche modo “offeso o diffamato” potrà con una semplice email avere “la forza di legge” per oscusare il blog o sito.

Inoltre, si parla esplicitamente di “Tassa” ovvero pagare tutte quelle funzionalità vocali che adesso sono gratuite (vedi skype)

Google ha Paura e sta raccogliendo firme per una petizione battezzata Take Action, con cui denuncia, in particolare, il rischio che sia introdotto, per siti quali Facebook, Skype e YouTube, l’obbligo di pagamento di un pedaggio per raggiungere gli utenti, e sostiene che l’Itu, “ha in programma di rinegoziare un trattato vecchio di decenni” e “alcune proposte potrebbero permettere ai governi di censurare siti legittimi, o anche consentire di bloccare l’accesso a internet“.

Il gigante di Mountain View, inoltre, contesta alla radice l’autorità dell’agenzia Onu, dal momento che “solamente i governi hanno una voce” e non le società o le persone che hanno contribuito alla nascita e crescita della Rete. In pratica, la Conferenza Mondiale sulle telecomunicazioni internazionali (Wcit) sarebbe “il posto sbagliato” per prendere decisioni sul futuro del Web.

L’Itu ha respinto le accuse al mittente, sottolineando che ogni Paese può invitare chi vuole per far parte della propria delegazione alla riunione. Inoltre, ha ribadito che un nuovo trattato era necessario per garantire “il libero flusso di informazioni in tutto il mondo, promuovendo l’accesso alla Rete a prezzi accessibili ed equi per tutti e gettando le basi per l’innovazione e la crescita del mercato”.

In realtà, i contenuti del nuovo trattato, che sostituirebbe il precedente siglato nel 1988, non sono ufficialmente noti. Il sito Wcitleaks, tuttavia, gestito da ricercatori della George Mason University, ha rivelato i dettagli di alcune delle proposte avanzate. La Russia , per esempio, vorrebbe sottrarre agli Stati Uniti alcuni strumenti di controllo sul funzionamento di Internet.

Il riferimento è all’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’autorità incaricata di distribuire in tutto il mondo gli indirizzi Internet. In passato, l’organizzazione rispondeva al dipartimento per il commercio statunitense, ma alcune recenti riforme le hanno dato parziale autonomia. Troppo poco per Cina, Russia e India, che, secondo i documenti trapelati, vorrebbero attribuirne i poteri direttamente all’Itu.

Per quanto riguarda l’introduzione di pedaggi sul traffico online, il problema ruota attorno alla necessità di recuperare i soldi che, in passato, provenivano dalla telefonia, oggi bypassata da strumenti di teleconferenza come quello di Skype o quelli integrati all’interno di social network quali Facebook e Google+. Il segretario generale dell’Itu, Hamadoun Toure , ha spiegato senza mezzi termini che il dibattito dovrà “affrontare la disconnessione in corso tra le fonti di reddito e le fonti di costi e decidere il modo più appropriato per farlo”.

Il rischio, naturalmente, è quello di una frammentazione dell’accessibilità al web, che restituirebbe non più una mappa omogenea, ma diversificata in base al territorio. A questo si aggiunge la concreta possibilità di interventi di censura mascherati da gabelle, soprattutto nei Paesi con minori garanzie democratiche.

Un po’ di La stampa un po’ di saverio

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1 comment

  1. Google Fa Bene, fa Bene ad aver Paura! Brrrrrrrrrrrrr

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