Andrea, Mette in Fuorigioco ANTONIO VIDA

Da: andrea ma preferisco non dire cognome <andrea.xxxxxxxxxxxxx.com>
Oggetto: Antonio vida in fuorigioco

Nota di admin:

Ci arriva una e-mail da “ANDREA” che ha qualcosa da dire al Sig. Antonio Vida.
Lo ascoltiamo!

Corpo del messaggio:

Buongiorno,
dopo essermi imbattuto nel vostro blog ho deciso di scrivere un mio sfogo che viene dal cuore, con la speranza di vederlo pubblicato e avere la mia piccola soddisfazione VORREI METTERE IN FUORIGIOCO ANTONIO VIDA.

Per i motivi che adesso vado ad elencare.

Cercherò di rimanere il più oggettivo possibile e di non andare nel personale.
Sono stato bellamente truffato da questo pseudo-guru, e a differenza di tutti gli altri che hanno subito la mia sorte ho intenzione di far sentire la mia voce.

Partiamo dalle basi: il suo corso costa dai 1000 ai 2000 €, prima del corso antonio ti promette guadagni stratosferici e ti assicuro che con il suo aiuto e quello dei suoi tutor amazon fba è una delle cose più semplici sulla faccia della terra.

Partiamo dalle promesse stratosferiche per spillarti 2k

1 – ti promette che se vuoi ti può aprire lui una società ad hong kong o dubai. (questa è la cosa più assurda, perché se uno accetta e rimane in italia si prende l’esterovestizione, ma questo lui non te lo dice)

2- ti promette che ti da delle idee prodotto da vendere su Amazon ( confrontandomi con un coetaneo entrato nel mio stesso periodo ci siamo resi conto che ci sono state date le stesse idee prodotto)

3- ti promette che i tutor ti aiuteranno sempre e che l’assistenza sarà infinita praticamente
Sul punto 3 voglio spendere qualche parole in più. i tutor sono per la maggior parte ragazzi giovani che hanno lanciato un prodotto a mala pena (che quindi fanno questo lavoro da molto poco tempo) e la cui esperienza rasenta lo zero, così come quella, e mi duole dirlo, del signor vida.

Ho avuto modo di fare la coaching call direttamente con vida 2 volte. In queste 2 volte praticamente non abbiamo parlato di amazon se non di qualche sporadico punto e in modo superificiale. Nelle coaching call il tempo era occupato da spiegazioni del signor antonio di tipo autocelebrativo, in cui mi ha raccontato quanto e come è stato bravo a costruire quello che ha costruito.

La frase più ricorrente nelle coaching call con lui era “tranquillo che ti porto a DUBAI”. Tecnicamente la sua competenza (a quanto mi ha dimostrato nelle nostre coaching call e a seguito di mie richieste specifiche che ha pesantemente eluso) sta a zero.

E qui arriva il bello
Prima di raccontarvi l’episodio più importante un ultimo appunto sull’assistenza.

In VSA hanno un help desk dove invii una domanda e dopo qualche tempo ricevi risposta.
Questo “qualche tempo” ha proporzioni bibliche, se hai un’urgenza o paghi o hai tempi d’attesa che neanche il pronto soccorso a scafati ti fa aspettare.

Ora arriviamo a quella che considero una grossa svista che mi ha fatto perdere un sacco di denari.

Un bel giorno antonio vida si recò a yiwu per fare gruppi di acquisto di merce. Tra i prodotti che ci propose, la punta di diamante fu il “fallo di gomma”.

Perse qualche momento a spiegarci come un prodotto del genere poteva fare la differenza su Amazon. Quindi io mi lasciai persuadere ancora una volta e decisi di acquistare il lotto di merce.

Il problema è che il signor Antonio si era dimenticato di informarsi sulla questione “sex toys” nella vendita su Amazon.

Quando io e altri malcapitati inserimmo i prodotti online ci accorgemmo che amazon non indicizza la categoria sex toys.

In poche parole a9, l’algoritmo di Amazon non indicizzava tutto quello che riguardava sex toys.

Questo per noi fu uno shock. Non so come sono andati gli altri ma io non ho venduto niente di niente.
Ho quindi provveduto a chiedere a tony toda vida il rimborso del corso ma esso mi è stato negato.

Questo mi causa frustrazione e mi piacerebbe far sentire la mia voce (anche se in modo anonimo per non avere ripercussioni)

Inoltre VSA altro non è che un luogo dove ti vengono spillati più soldi possibili, i servizi costano tutti e tutti costano un occhio della testa.

Moltissime persone (io no) registrano il marchio su EUIPO seguendo i consigli di antonio e puntualmente vengono contestate perché non gli viene insegnato come eseguire uno studio di anteriorità.

Potete verificare tutto, la cosa più semplice è scrivetegli in privato dicendogli che volete acquistare il suo corso e chiedetegli di aprirvi una società con conto offshore, vi dirà che ve lo fa anche domattina.

Inoltre potrete verificare la presa per il culo abnorme che è il suo webinair di vendita. È in modo lampante sempre lo stesso anche se fa prendere appuntamento fa finta che la gente compra ecc…

Preferisco rimanere anonimo per evitare ripercussioni ma mi piacerebbe davvero molto che pubblichiate almeno parte di questa testimonianza
Grazie in anticipo e grazie per il lavoro che fate.


Questa e-mail è stata inviata da un modulo di contatto su FuoriGioco.EU (http://www.fuorigioco.eu (http://www.fuorigioco.eu/))

Nota di admin: Il testo non è stato assolutamente alterato, se ci sono errori sono esclusivamente a carico del mittente che ci ha inviato questo “sfogo” e come da tradizione diamo voce a tutti.
Ovviamente se il sig. Antonio Vida vorrà replicare, pubblicheremo anche la sua versione.

Matteo

9 comments

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    • Alessandro Gorla on 27 Settembre 2019 at 2:58 pm
    • Reply

    Ciao Andrea e grazie mille per l’articolo
    Sono molto interessato ad entrare in amazon e devo dire che stavo acquistando anche io il corso di Vida
    Potrei contattarti in privato per chiederti altre informazioni?
    Te ne sarei grato!
    Grazie
    Alessandro

    • Mauro on 21 Ottobre 2019 at 7:39 pm
    • Reply

    Articolo diffamatorio evidentemente pilotato dalla concorrenza…

    1. Noi non abbiamo niente a che fare con la concorrenza. L’articolo è di un nostro lettore.

        • Donato on 4 Dicembre 2019 at 3:17 pm
        • Reply

        Visto che è di un vostro lettore, prima di pubblicare certi testi chiaramente pilotati e diffamatori dovreste verificare se la fonte è attendibile e se ciò che dice corrisponde a realtà, oppure pubblicate tutto quello che vi capita a tiro purché vada contro qualcuno?
        ADMIN: NON PUBBLICHIAMO CONTRO QUALCUNO, SEMPLICEMENTE DIAMO VOCE A TUTTI!

    • Anonimos on 27 Ottobre 2019 at 9:24 pm
    • Reply

    Ciao,
    Complimenti per l’articolo, mi auguro che lo veda più gente possibile così si salvi chi può.
    Antonio Vida è un malato mentale oltre a truffatore, che semina problemi in giro. Non so fino a che punto è capace ad arrivare ma sicuramente per la faccia da culo che si trova abbastanza lontano.
    È bravo a fare lavaggio al cervello per vendere aria fritta e ci riesce bene.Ci sono cascato pure io ed è la prima volta che ho buttato via i miei soldi. Mi pentirò sempre ma ringrazio per la brutta esperienza, mi ha insegnato molte cose.
    Ho comprato il suo corso chiamato diamond, vecchio di 4 anni fa, col presunto pacchetto America di 500 € mai visto dentro quel pacchetto.
    E confermo, fa aprire società all”estero a tutti, un totale folle!!!
    Non parla di cose importanti come prodotti brevettati e conto economico, assurdo no?! E invece è così, credici! È un coglione fatto e finito!
    Mette gente che non sa fare 2+2 a fare tutor.
    Ha un gruppo segreto con altri malati mentali che fanno tipo da mafia con regole e cose folli di tutti i tipi e vendono altra aria fritta.
    Un suo presunto tutor, poveraccio frustrato dalla Sicilia , Fabrizio sutera, segnala tutte le persone del codesto gruppo che hanno il suo stesso prodotto perché per disperazione non sa cosa altro fare e allora crea danno.
    Elimininano in questo gruppo marcio commenti obiettivi e veritieri, offendono e intimidisocno le persone che hanno creduto al coglione Vida e li ha fatti entrare dentro. Hanno un un’atteggiamento offensivo e intimidatorio e se lo permettono senza alcun limite.
    Uno schifo totale, mai visto una cosa simile!!!
    Racconta idiozie in giro.Un altro tipo tamarro del suo gruppo in call dichiarava di aver fatto 11000 in un mese ( di fatturato ragazzi! Fatturato non vuol dire margine!!!) Sono andato a vedere su jungle scout, aveva fatto in realtà malapena 3000. Tutto fuffa e bugie,è completamente folle questo!
    I suoi tutor prima gli danno dell’idiota poi vanno a lavorare con lui, poi chissà che lavoro, prendere per il culo la gente, con fare le foto i listing e fregature varie.Veramente una presa in giro!
    Capisco che deve finanziare la sua escort trovata in chissà quale night club ma ogni cosa ha un limite soprattutto quando crea danno a tante persone che ci hanno creduto.Per fortuna anche se ho acquistato il suo se così possiamo chiamarlo corso mi sono svegliato in tempo. Tanti ragazzi che hanno fatto il suo corso creato account e cose varie non sanno più ora come chiudere e liberarsene, hanno buttato via soldi e hanno merce che non si vende, pagano e pagano senza guadagnare.Allora vendono il proprio account nel suo gruppo, dove si scambiano anche recensioni. Ho un bel po di screen da mostrare nel momento opportuno!!!
    Ragazzi se sentite vida credetemi pe ril vostro bene state alla larga.non buttate via i soldi. Tutto quello che dice il ragazzo in questo articolo è vero. E un malato mentale che semina problemi e mi stupisco che nessuno l’abbia ancora fermato.mi auguro che succeda a breve.
    NON È TUTTO ORA CIO CHE LUCCICA!
    In questo caso è merda pura ma finché non ci vai non lo sai.
    Tuttavia si Amazon si guadagna ma ci vuole un bel investimento iniziale, soldi, pazienza e almeno 2/3 anni facendo fatica soprattutto ora che ce tanta concorrenza. L’importante è farsi i conti, sapere ed avere alti margini e essere molto convinto che il prodotto si venda. NON è una cavolata.E possibile ma è molto difficile. DI SICURO col coglione vida non combinate un bel niente.

      • Marco on 1 Dicembre 2019 at 9:18 am
      • Reply

      Commento privo di contenuti obsoleto

  1. Ci Arriva una lunghissima e-mail da Antonio Vida che prontamente pubblichiamo.

    Da: Antonio Vida
    Oggetto: Diffida nei confronti del vs blog per diffamazione

    Corpo del messaggio:
    Egregi signori, gestori del blog fuorigioco.eu, la presente per comunicarvi la diffida ad eliminare i contenuti del vostro blog che violano la legge penale e che hanno per oggetto la diffamazione del sottoscritto.

    Con il dilagare dell’uso dei social network e dei blog, mediante le quali l’utente può interagire con terzi soggetti comunicando pensieri, immagini o video, il legislatore ha previsto l’applicabilità del reato di cui all’articolo 595 c.p. anche al caso in cui esso sia commesso per via telematica o informatica.

    La diffamazione a mezzo Facebook, in particolare con riferimento a post diffamatori, può verificarsi in due generali ipotesi: a) la prima è quella della pubblicazione su pagine personali, alle quali, per accedere, è necessario il consenso del titolare, ove si deve ritenere la comunicazione non potenzialmente diffusiva e pubblica, in quanto, attraverso Facebook si attua una conversazione virtuale privata con destinatari selezionati che hanno chiesto previamente al presunto offensore di poter accedere ai contenuti delle pagine dallo stesso gestite; b) la seconda è caratterizzata dalla pubblicazione di post, commenti o quant’altro su pagine nelle quali l’utente non sceglie direttamente i propri interlocutori.

    Le prime sentenze della Suprema Corte hanno focalizzato l’analisi sulla possibilità di compiere il reato de quo sin già dalla trasmissione di dati via e-mail, per rendersi conto che è certamente possibile che un agente, inviando a più persone messaggi atti ad offendere un soggetto, realizzi la condotta tipica del delitto di diffamazione (se i destinatari sono persone diverse), aggravata ai sensi del terzo comma dell’articolo 595 c.p.

    Alla luce di quanto sin ora detto, vale a integrare la fattispecie dell’art. 595 c.p. il carattere pubblico delle offese arrecate, certamente riconducibili in modo immediato e diretto al soggetto agente, con la evidente circostanza che il messaggio ingiurioso è pubblicato su un mezzo idoneo a raggiungere più destinatari.

    L’aggravante di cui al comma 3 dell’art. 595 c.p.
    La pubblicazione, sulla bacheca del proprio profilo personale di Facebook, di un messaggio a contenuto lesivo dell’onore e della reputazione di un soggetto, integra il delitto di diffamazione aggravato dall’utilizzo di altro mezzo di pubblicità, contemplato nel comma 3 dell’art. 595 c.p.
    Presupposti per la diffamazione a mezzo Facebook sono: a) la precisa individualità del destinatario delle manifestazioni ingiuriose; b) la comunicazione con più persone alla luce del carattere pubblico dello spazio virtuale e la possibile sua incontrollata diffusione; c) la coscienza e volontà di usare espressioni oggettivamente idonee a recare offesa al decoro, onore e reputazione del soggetto passivo.

    Come già precedentemente menzionato la Cassazione ha espressamente riconosciuto la possibilità che il reato di diffamazione possa essere commesso a mezzo internet, configurando la propagazione tramite Facebook un’ipotesi che integra quale aggravate quella di cui al terzo comma del menzionato articolo.

    Il legislatore si è interessato, pertanto, ad un’analisi della condotta protesa a postare un commento offensivo sulla bacheca, in rapporto alla pubblicazione e alla diffusione di essa, e cioè volta a comunicare con terzi quale gruppo di persone apprezzabile dal punto di vista numerico (Cassazione penale, sez. I, 28/04/2015, n. 24431).

    Pertanto, la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca Facebook (così come di un blog) integra l’ipotesi aggravata menzionata trattandosi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di soggetti. Un aggravante che trova la sua ratio nella idoneità del mezzo utilizzato che determina una rapida pubblicizzazione e diffusione (Cassazione penale, sez. I, 28/04/2015, n. 24431; Cassazione penale, sez. V, 13/07/2015, n. 8328).

    L’inserimento della frase che si assume diffamatoria la rende accessibile ad una moltitudine indeterminata di soggetti con la sola registrazione al social network e comunque, a una cerchia ampia di soggetti nel caso di notizia riservata agli amici (Cassazione penale, sez. I, 22/01/2014, n. 16712).

    Risulta chiaro il dispositivo della sentenza della Corte di Cassazione (sent. Cass. pen. sez. V, n. 12546/2018), secondo cui: il titolare di un blog commette, in proprio, il reato di diffamazione qualora, pur essendo stato edotto della presenza di contenuti offensivi da altri pubblicati, non si attivi per la pronta rimozione degli stessi. La responsabilità del blogger per i commenti diffamatori postati da utenti della rete – e non rimossi nonostante la segnalazione – è di natura concorsuale.

    La Cassazione, inoltre, precisa i presupposti per l’imputabilità dei gestori di blog online, i quali non possono essere assimilati ai direttori di testate giornalistiche, mancando il requisito della professionalità dell’attività svolta e della culpa in vigilando; né tantomeno essere imputati a titolo di responsabilità commissiva per omissione ex art. 40 del codice penale, non avendo alcun dovere giuridico di impedire l’evento lesivo.

    Per la Corte, dunque, è addebitabile al blogger inerte nella rimozione dei commenti insultanti una riappropriazione della condotta diffamatoria altrui, a titolo concorsuale. Si è di fronte, cioè, a una “pluralità di reati integrati dalla ripetuta trasmissione del dato denigratorio”. Diversamente, si esclude la responsabilità personale del blogger quando questi, reso edotto dell’offensività della pubblicazione, decide di intervenire prontamente a rimuovere il post offensivo.
    Posto che l’amministratore del blog non puó operare un vaglio preventivo sui commenti pubblicati da utenti anonimi, a meno che non abbia posto degli appositi filtri, dovrebbe operare con una certa cernita sui commenti dei contenuti in cui si ravvisa una diffamazione quindi procedere all’eventuale rimozione degli stessi.

    Pertanto anche il blogger risponde per i commenti, lesivi della dignità, pubblicati da un’altra persona sulle pagine che gestisce. Ed è colpevole in concorso con l’autore delle offese, se non interviene tempestivamente per rimuoverli. Lo stabilisce la Corte di Cassazione nella sentenza numero 12546 del 20 marzo 2019.

    A regolare il reato di diffamazione è l’articolo 595 del codice penale, che punisce chi offende l’altrui reputazione comunicando con più persone, con multe fino a 2.000 euro e con la reclusione fino a 3 anni. Si tratta di una tutela per i cittadini: lo spazio della libertà di espressione, riconosciuto dl’articolo 21 della Costituzione, si esaurisce quando viene offesa la reputazione e leso l’onore di una persona.

    La sentenza numero 12546 del 20 marzo 2019 della Corte di Cassazione respinge, infatti, il ricorso di un blogger condannato per il reato di diffamazione aggravata perché il caso si è verificato tramite un mezzo di pubblicità: il blog.

    I contenuti diffamatori non sono stati pubblicati direttamente dal gestore del diario online ma da un altro utente: questo l’aspetto più interessante della vicenda.

    E infatti i giudici di legittimità hanno chiarito che, pur non avendo scritto in prima persona i commenti diffamatori, chi gestisce un sito è colpevole in concorso con l’autore, se non interviene subito per rimuovere i contenuti lesivi della dignità altrui.

    Nel testo della sentenza si legge:
    “Se – come è accaduto nella specie – il gestore del sito apprende che sono stati pubblicati da terzi contenuti obiettivamente denigratori e non si attiva tempestivamente a rimuovere tali contenuti, finisce per farli propri e quindi per porre in essere ulteriori condotte di diffamazione, che si sostanziano nell’aver consentito, proprio utilizzando il suo web-log, l’ulteriore divulgazione delle stesse notizie diffamatorie”.

    Una posizione confermata anche dalla giurisprudenza europea:
    “La Corte europea ha quindi escluso la possibilità di ritenere automaticamente responsabile il gestore del sito per qualsiasi commento scritto da un utente, sempre che, una volta a conoscenza del contenuto diffamatorio del commento, si sia immediatamente ed efficacemente adoperato per rimuoverlo. Per quanto si dirà anche più avanti, quindi, il blogger può rispondere dei contenuti denigratori pubblicati sul suo diario da terzi quando, presa cognizione della lesività di tali contenuti, li mantenga consapevolmente”.

    Il testo della Corte di Cassazione ribadisce le caratteristiche di un caso di diffamazione che si verifica sulle pagine di un blog e delinea i confini della responsabilità di chi lo gestisce.
    Innanzi tutto conferma che, in questi casi, c’è anche una delle aggravanti previste dal codice penale. Non c’è alcun dubbio: i blog, insieme ai social network, possono rientrare nella categoria “mezzo di pubblicità” che viene menzionato, alternativamente al mezzo della stampa, nel terzo comma dell’articolo 595.

    Blog e social network non possono essere assimilati alla stampa perché non presuppongono un’attività professionale, ma sono comunque capaci di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile, di persone.

    PERTANTO SI INVITA LA S.V. AD ELIMINARE QUALSIASI TRACCIA DI CONTENUTO OFFENSIVO, ENTRO E NON OLTRE IL LIMITE DI 5 GIORNI DECORRENTI DALL’INVIO DELLA PRESENTE DIFFIDA, DECORSI I QUALI, IN MANCANZA DI TALE ANNULLAMENTO, IL SOTTOSCRITTO ADIRA’ LE VIE LEGALI NEI VOSTRI CONFRONTI.

    Questa e-mail è stata inviata da un modulo di contatto su FuoriGioco.EU ( http://www.fuorigioco.eu)

    Ovviamente come da tradizione non toglieremo l’articolo perché è semplicemente una testimonianza, (negativa, ma pur sempre una testimonianza di un cliente) ma se il sig. Vida vuole pubblicare un articolo a sua difesa sul nostro Blog, lo pubblicheremo senza problemi.

    • Fabrizio on 4 Dicembre 2019 at 1:56 pm
    • Reply

    Nessuno Paga niente per postare qui. chiunque può mandare l’articolo, e farselo pubblicare gratis. il suo post non ha
    modo di esistere.

    Recensione FINTA.

    • Donato on 4 Dicembre 2019 at 3:52 pm
    • Reply

    E’ evidente che le due testimonianze che si leggono qui sono costruite e volutamente diffamatorie.
    Io posso portare la mia esperienza personale. Da un anno che ho acquistato il corso di Vida, ho i miei prodotti su amazon che vendono bene e non ho assolutamente riscontrato tutto ciò che viene detto qui.
    Forse questi due soggetti si aspettavano di acquistare il corso e diventare ricchi il giorno dopo, ma purtroppo per loro, nel corso viene spiegato un sistema che va applicato e bisogna lavorarci, come in qualsiasi altro lavoro.
    Tra l’altro il team dei tutor è composto da persone molto in gamba che aiutato tutti noi corsisti a superare le tante difficoltà che si possono incontrare.

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