Le Sardine sono FascioComunisti

“Nati vecchi, tromboni infarciti di retorica dozzinale”.

Alessando Sallusti giudica senza indulgenza alcuna le sardine e il loro pseudo-manifesto programmatico, in cui spiccano frasi come “Grazie ai nostri padri e ai nostri nonni avete (voi di destra, ndr) il diritto di parola,
ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”. Sentenza di Sallusti, nel suo editoriale sul Giornale: “Fasciocomunistelli“. “

Sarebbe semplice ricordare che non i loro padri e i loro nonni, immagino partigiani, ma le truppe alleate di grandi democrazie hanno restituito agli italiani il diritto di parola e pure quello di ascolto e che se fosse stato per il Pci del ’45 (partito dei loro nonni) non avremmo avuto né uno né l’altro com’è successo ai cittadini dei paesi finiti sotto l’influenza dell’Unione Sovietica”.

Nelle regioni governate dal centrodestra, come Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, “nessuno sente il bisogno di andare sui monti a resistere.

Al mattino ci si alza e si va a lavorare perché c’è lavoro; non si muore di malasanità perché gli ospedali funzionano; si stampano libri e giornali di ogni genere e tendenza perché si è liberi”.

E guarda caso nel Bergamasco, un anno fa, “è stato eletto il primo senatore di colore della storia repubblicana”.

Si tratta di Toni Iwboi, peraltro leghista. D’altronde, chiosa Sallusti velenosissimo, “i pesci sono boccaloni, e le sardine sono tra i più stupidi”.

 

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